Alla civiltà Fenicia è attribuita la scoperta anche se casuale del vetro e del bronzo materiale usato sia per la produzione di vasellame vario sia per la preparazione e conservazione del cibo. Nel contempo, la grande espansione di tratte commerciali per mare e di terra sviluppatesi per far fronte ai fabbisogni emergenti di una società sempre più numerosa e complessa, permisero al popolo fenicio di essere il primo a circumnavigare l’Africa fino a spingersi, secondo alcuni studiosi, fino alla coste dell’America, introducendo di volta in volta alimenti nuovi nella già ricca gamma di cibi conosciuti. L’alimentazione dei Fenici abbondava di prodotti della terra. Alto era il consumo di grano, orzo e altri cereali coltivati in loco o esportati da mercati lontani. I cereali, sottoforma di pane a lunga conservazione definito “galletta”, venivano presentati in tutti i pasti e consumati con farina di legumi e verdure o frutti. Era conosciuta la coltivazione di cipolle, cetrioli, porri, zucca così come quella dell’aglio che costituiva un importante ingrediente nelle ricette dei Fenici; quest’ultimo era considerato una miracolosa fonte di energia e di protezione contro la malasorte. I Fenici sono stati anche la prima civiltà dedita all’estrazione del sale usato per la conservazione dei cibi (maggiormente il pesce) così come per la produzione di miscele contro il mal di mare e come condimento. Come è oggi usanza nella nostra dieta quotidiana, anche 1400 anni prima di Cristo, i Fenici usavano condire le pietanza con aglio, sale, piante selvatiche e olio. Oltre ad essere abili navigatori potevano vantare di essere anche bravissimi pescatori. Sono proprio di quest’epoca le prime navi costruite appositamente per la pesca. Crostacei, molluschi, triglie, orate, sogliole, tonni erano solo alcuni dei pesci che venivano consumati freschi, conservati sotto sale o tritati per la realizzazione della prima salsa da condimento: il garum. Particolare era il consumo di carne: venivano consumati preferibilmente animali da cortile come polli, colombi, conigli invece che ovini o bovini che richiedevano molto più spazio e più tempo. I Fenici erano anche la prima popolazione che cominciava ad allevare i capi non solo per la carne, ma per la produzione di latte e di derivati. Il latte veniva consumato insieme ad un altro alimento nuovo per il mondo antico: il miele. I vari tipi di pane classificavano la popolazione: quello di cereali a frantumazione fine proveniente da colonie lontane era destinato alla tavola delle persone illustri, mentre quello prodotto con cereali frantumati malamente era destinato alla maggior parte della popolazione. Alla base dell’alimentazione oltre al pane e ai cereali c’erano frutta e verdura. Grazie alle colonie arrivavano ogni anno nuovi alimenti come le lenticchie, le zucche e i piselli. Nel pasto dei cartaginesi abbondava il grano e l’orzo sempre presenti nei piatti unici con aggiunta di formaggio, miele e uova. Anche a Cartagine arrivavano di volta in volta nuovi alimenti da paesi lontani: cavoli, cardi, carciofi e nuove specie di aglio. Ovviamente non poteva mancare le coltivazione di alberi da frutta grazie al clima mite durante tutto l’anno. Melograni, peri, meli, mandorli, pistacchi, cedri, datteri e soprattutto il fico. I fichi cartaginesi erano così buoni che per la loro dolcezza erano noti fuori dall’impero cosi da essere in seguito coltivati anche in Grecia e nei territori dell’impero romano. Questo frutto è molto presente, oltre che nell’alimentazione anche nella letteratura; per la protezione di questo “fico fenicio” ci sono state guerre e scambi con principesse. A Cartagine molta terra era coltivata a vigneti. Una piccola parte di uva veniva consumata fresca soprattutto sulle tavole delle persone ricche, l’altra parte veniva pressata, fatta fermentare e destinata alla produzione del vino. Il vino viene descritto come un liquido scuro, con un vago odore di uva, cattivo per l’aggiunta di calce utilizzata per addolcirne il gusto e talmente forte da dover imporre la stesura di un’apposita legge sul consumo del vino. Un vino molto pregiato era il passum che veniva barattato con le popolazioni greche in cambio di cereali e grano. L’olio era uno dei più importante alimenti presente sulla tavola. Il suo utilizzo non si differenzia sensibilmente dalla classica dieta mediterranea di oggi. Veniva consumato crudo su verdura, pane e aggiunto a minestre. Utilizzato molto di frequente quello prodotto dalla macinazione di olive prima, e da altri semi oleosi al declino dell’impero. Dal lato alimentare i Fenici hanno, nella loro alimentazione, molte similitudini con la dieta mediterranea nostrana. Alla base è possibile rintracciare il consumo di cereali, così importanti da essere l’emblema della prima moneta coniata sotto l’egemonia fenicia, ma anche di frutta e di verdura. Il pane e l’olio erano i protagonisti indiscussi di ogni tavola, dal semplice pasto del popolano al banchetto del re.